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L’uscita di Napolitano e l’ombra di B.

21/01/2015

L'introduzione dell’immunità per gli evasori fino al 3% dell’imponibile, misura che abbatterebbe la pena a Berlusconi, è passata senza troppi scandali, mentre forte è stato il clamore contro i vigili accordatisi per allungare illecitamente le festività di capodanno. Siamo il paese dei due pesi e due misure

Chi ha introdotto nell’ennesima legge dello stato l’immunità per gli evasori fino al 3 per cento dell’imponibile, misura assai discutibile che abbatterebbe la pena assegnata a Berlusconi? Nessuno, chissà come si è infilata nel testo di un distratto Padoan e nella lettura di un distratto Renzi; quanto agli uffici tecnici che lo hanno passato, devono aver pensato che era una misura da attendersi nella filosofia delle larghe intese.

Più accorti sono stati i giornalisti che hanno scritto peste e corna contro i dipendenti pubblici (e i medici) che si sono accordati per allungare illecitamente le festività di capodanno. I giornalisti si sono indignati ma moderatamente, volete mettere lo scandalo di quella massa di sfruttatori dello Stato di fronte a qualche centinaio di ricchi che hanno evaso in varie forme per decine di migliaia di euro le imposte, o si sono avvantaggiati in vario modo, incluse corruzione e concussione, sulla pubblica finanza?

Colpisce in questo sfoggio di moralità la duplice misura usata verso i poco abbienti e verso l’ex presidente del consiglio e profittatore numero uno d’Italia, Berlusconi Silvio. È l’abitudine nazionale di risparmiare i ricchi e i potenti e usare la frusta con chi non lo è. Siamo un paese con un’idea bizzarra dell’etica pubblica e privata.

Alla quale ha dato un vasto contributo Giorgio Napolitano che ho sotto gli occhi dal 1945 come dirigente del mio stesso partito, il Pci. Lo sapevo antifascista a Napoli e autore di scritti interessanti sulla questione meridionale. Non l’ho apprezzato nella sua sorda (ma non tanto) opposizione all’ultimo Berlinguer e neanche come Presidente della Camera, quando avrebbe avuto occasione di far qualcosa contro la crisi della politica, se l’avesse vista venire dall’osservatorio privilegiato che aveva.

Ugualmente non ho apprezzato che nulla abbia fatto per risanare qualche ferita inferta dal suo partito a innocenti del suo partito nell’emergenza, ma nel merito la pensavamo in modo opposto. Quel che mi ha sorpreso è che, appena il Cavaliere è stato condannato a una pena assai mite ma almeno a stare fuori dalla porta del potere pubblico, si sia affrettato a proporre la formula delle “larghe intese” che significava allargare la maggioranza di fatto a Forza Italia, ogni qualvolta il dissenso da sinistra del Pd potesse minacciare la linea Renzi. Non solo, ma tale operazione è nata negli incontri clandestini presso la sede del Pd in via del Nazareno, dei quali non conosciamo né il numero dei partecipanti, né gli accordi intervenuti. Sappiamo solo ormai che essi hanno regolarmente preceduto le riunioni del Pd, del quale Renzi sarebbe il segretario. Non vedo quale insegnamento sia venuto da questa prassi alla coscienza scombussolata del paese, e perché ne sia derivata al nostro Presidente della Repubblica la fama di “grande italiano”.

Si può chiedersi se anche la norma del condono sia un frutto di questo guasto. Vedremo se Renzi la corregge. Intanto il governo ha dichiarato che non se ne era accorto: “Peso el tacon del buso”, come si dice dalle mie parti. Il governo intero lo ha avuto sotto gli occhi per un’intera seduta, ma non ha protestato. È vero che era stato convocato dal frettoloso premier la vigilia di Natale, ma non è da grandi figure l’avere condotto il paese in questo modo e tantomeno favorire gli evasori fiscali, soprattutto uno di essi condannato per aver fatto diverse porcherie in materia fiscale, corruzione e concussione. Già la giustizia è stata particolarmente indulgente sul resto delle sue imputazioni; per non parlare di un parlamento che ha considerato normale le sue menzogne telefoniche alla Questura di Roma per tirar fuori di guardina la denominata Ruby rubacuori.

Sono enormità imperdonabili. Non ho mai apprezzato le galere, quindi pace al vecchio e ormai ridicolo profittatore, ma se si vuole essere decenti bisogna tenerlo fuori dalla politica.

Penso di rientrare nella categoria dei gufi e rosiconi, anche se ignoro quali animali siano questi ultimi nell’italiano approssimativo del nostro presidente del Consiglio; ma preferisco essere un rispettabile uccello notturno, o anche forse un meno rispettabile topo, che un suddito silenzioso e ipocrita.

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Commenti

Napolitano, da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone

Come ho già raccontato in passato, pur essendo della sua stessa corrente riformista, non ho mai avuto molta simpatia per Giorgio Napolitano. Ciononostante, anzi proprio per questo, ho apprezzato e puntualmente dato conto volentieri dei suoi interventi positivi, come fu nel caso delle dimissioni di Silvio Berlusconi (probabilmente su input della potente cancelliera Merkel, come lui (?)[1] massone?[2], come pure massoni sarebbero Draghi, Weidmann e Schauble?[3]).
Rammento che si era nell’autunno del 2011 e, nonostante il varo di tre mastodontiche manovre correttive lacrime e sangue e molto inique,[4] Berlusconi stava portando al disastro l'Italia, sotto attacco della speculazione finanziaria mondiale, e Napolitano perseguì sapientemente e pervicacemente l’obiettivo [5] di costringere alle dimissioni l'incompetente e screditato premier, e lo fece in modo così sapiente da evitarci un finale analogo a quello raccontato da Nanni Moretti nel film "Il Caimano".[6]
Il compagno presidente Napolitano ha sicuramente una certa propensione (mutuata dal padre? Ho ascoltato una sua intervista in cui raccontava il suo rapporto difficile col severo padre avvocato e liberale [7]) ad assumere comportamenti “autoritari”, o eterodossi, quando si tratti di affermare un interesse superiore, però declinato talvolta a suo piacimento e non privo di aspetti criticabili, come fu nel 1984 per il salvataggio dell’allora ministro Andreotti [8] o, più recentemente, del suo pesante intervento nel caso de Magistris, nella dura contrapposizione tra le procure di Catanzaro e di Salerno, da lui risolta (in sostanza, poiché formalmente poi provvide il CSM, vice presidente Mancino) dando ragione in pratica a quella di Catanzaro, che aveva assunto decisioni gravi in violazione della legge, e torto a quella di Salerno, che invece aveva operato nel rispetto delle sue prerogative di legge. [9]
Ma, prima di ottenerne le dimissioni, prima sulle tante leggi in campo economico o giudiziario molto discutibili e poi di fronte alla pretesa incongrua, immotivata, ‘irrazionale’ del Sig. Berlusconi di ritenersi sciolto dall’osservanza delle leggi perché aveva il consenso di milioni di elettori (i quali allora erano i veri responsabili del vulnus arrecato allo Stato di diritto), pur consapevole delle precarie condizioni mentali del presidente del Consiglio[10], fu acquiescente e un po’ cerchiobottista, per salvare la governabilità.
Atteggiamento che raggiunse l’acme col rifiuto di concedere a Pier Luigi Bersani (vincitore, checché se ne dica, delle elezioni politiche 2013 [11]) l’incarico pieno, a favore prima della nascita del governo Letta (col PDL), in barba alla volontà espressa, prima, dalla maggioranza di ben 3,2 milioni di elettori in libere elezioni primarie e, poi, dalla volontà della maggioranza relativa dell’intero elettorato, e successivamente di Renzi, funzionali alle c.d. larghe intese. [12]
Strana parabola: da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone.

[1] L’ECLISSI DI GIORGIO NAPOLITANO, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IN FORZA ALLA UR-LODGES THREE EYES
http://www.ilmoralista.it/2014/12/22/leclissi-di-giorgio-napolitano-presidente-della-repubblica-in-forza-alla-ur-lodges-three-eyes/
http://www.ilmoralista.it/2015/01/19/aldo-stai-sereno/
[2] MASSONI 5/ MERKEL E PUTIN SONO STATI ENTRAMBI INIZIATI PRESSO LA UR-LODGE GOLDEN EURASIA
http://www.ilmoralista.it/2014/12/30/massoni-5-merkel-e-putin-sono-stati-entrambi-iniziati-presso-la-ur-lodge-golden-eurasia/
[3] LE RECITE DI JENS WEIDMANN E MARIO DRAGHI, ENTRAMBI AFFILIATI PRESSO LA UR-LODGES “DER RING”
http://www.ilmoralista.it/2014/12/15/le-recite-di-jens-weidmann-e-mario-draghi-entrambi-affiliati-presso-la-ur-lodges-der-ring/
[4] Il lavoro ‘sporco’ del governo Berlusconi-Tremonti
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2747515.html
[5] Re Giorgio http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2705612.html
[6] Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/16/Il ritorno
L'anno scorso, egli acconsentì alle dimissioni perché prostrato psicologicamente dagli attacchi dei mercati finanziari e – da ultimo – dopo gli attacchi dei media mondiali e la derisione in pubblico da parte di Sarkozy e Merkel, dal trattamento ricevuto al vertice di Bruxelles: scansato come un appestato. Questo evitò un finale come quello prefigurato nel film di Moretti "Il Caimano".
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2764581.html
Analisi parziale del complotto contro Berlusconi
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2811413.html
[7] http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Napolitano
[8] Quando Napolitano salvò il Divo
http://fulviolocicero.blogspot.com/2012/08/quando-era-presidente-del-gruppo.html
[9] Scontro tra le procure di Salerno e di Catanzaro
http://www.webalice.it/lapaginadivicio/procure_scontro.htm
[10] Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille/14/Napolitano
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598138.html
[11] http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2013
[12] http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_coalizione

Napolitano, da comunista a custode della conservazione e degli interessi del potere egemone
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2826301.html

articolo di Rossana Rossanda

Carissima redazione di Sbilanciamoci e carissima Rossana Rossanda: grazie. Grazie alla redazione per darci ancora la possibilità di leggere una grande grandissima comunista, intellettuale, compagna, giornalista, scrittrice.. Grazie a Rossana per la sua lucidità e per non farci mancare il suo pensiero.

Napolitano e il suo mandato

Nello spazio di lettere e risposte dell'Espresso ho letto un commento di un lettore del PD che sostanzialmente affermava che Napolitano è stato un ottimo presidente anche con qualche peccato di ingenuità nei confronti di Berlusconi. Va bene essere indulgenti ma credere che Napolitano sia ingenuo mi pare troppo. Non può considerarsi ingenuo uno che naviga nella politica da almeno 60 anni, ricoprendo incarichi importanti. Penso che definirlo in mala fede sia quantomeno un eufemismo.

giancarlo loddo

sono uno scrittore che scrive poco...
silenzioso
chi é silvio berlusconi in un concerto di 60 milioni di italiani?

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