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Finanza, la tassa prende quota

17/02/2011

Il 17 febbraio è stata la giornata mondiale della tassa sulle transazioni finanziarie. Scendono in campo a sostegno della vera Robin-tax anche Ituc e Cgil

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, non ci aiuta. Pur essendo stato tra i primi leader mondiali che si sono espressi contro gli effetti devastanti della crisi scatenata dai subprime americani (anche se le cause come sappiamo erano anche precedenti) ed essendo stato tra i convinti assertori di una politica di controllo sui flussi finanziari, ora rischia di mandare un messaggio contrario al mondo per i suoi dubbi sulle tasse sui ricchi e sulle tasse sui patrimoni in generale. Il presidente francese pare infatti si sia convinto della necessità di sopprimere la patrimoniale (Isf, imposta sulla fortuna), nonostante il parere assolutamente contrario dell'opposizione e quello molto dubbioso della sua stessa maggioranza politica. ''L'imposta sulla fortuna – ha spiegato Sarkozy – è soppressa ovunque in Europa, è stata soppressa dai socialisti tedeschi e dai socialisti spagnoli''.

Ma se i dubbi del presidente francese – espressi proprio alla vigilia di una grande iniziativa sulle tasse del sindacato mondiale– si concentrano sulla patrimoniale, o meglio sul particolare sistema francese di “tassa della fortuna”, pare invece rimanga convinto di un'altra forma di tassazione, quella sulle transazioni finanziarie internazionali, la cosiddetta Robin Hood Tax. Si tratta di una tassa pensata per reperire le risorse necessarie per rilanciare una crescita fondata sull’economia reale, un'idea che si ispira a quella ben più famosa lanciata qualche anno fa dall’economista premio Nobel, James Tobin. Ora la Robin Tax – meglio conosciuta all'estero come Ttf - è diventata la nuova proposta del sindacato internazionale Ituc Csi, che è riuscito a coinvolgere in una mobilitazione globale tutti i sindacati di tutti i paesi.

Secondo i calcoli della confederazione mondiale, una tassa dello 0,005% sulle transazioni potrebbe generare un flusso di denaro, a livello globale, pari a 400 miliardi di dollari l’anno. In Italia, vista la situazione dei rapporti tra i sindacati confederali, non è stato possibile lanciare in modo unitario la giornata di azione globale. Se ne è fatta carico la Cgil che ha intenzione di creare un vasto movimento intorno alla proposta dell'Ituc.

La tassa sulle transazioni internazionali è stata pensata per reperire risorse, ma anche per regolare i flussi della finanza globale. Come sappiamo, infatti, ci sono operazioni finanziarie e speculative che si consumano nel giro di una manciata di secondi, mentre le acrobazie dell'ingegneria finanziaria si allontanano sempre di più dai problemi concreti dell'economia reale.

La proposta dell'Ituc, il sindacato mondiale diretto in questo momento da una donna, Sharan Burrow, si basa su dieci punti chiave. Tra i dieci punti, ricordiamo che le Ttf o Robin Hood Tax possono produrre un gettito fiscale molto consistente, che secondo i primi calcoli si aggira appunto sui 400 miliardi di dollari; non si tratta di tasse che gravano sulla gente comune, né sui fondi pensione che come è noto agli esperti sono investitori istituzionali che movimentano i loro portafogli in termini di operazioni finanziarie una o due volte l'anno, a differenza appunto di altri investitori che movimentano i loro patrimoni anche più volte al giorno. Le Ttf, secondo gli esperti, possono contribuire a ridurre la volatilità degli investimenti finanziari o quanto meno arginare le pratiche da casinò dell'high frequency trading. La Robin Hood Tax è considerata poi una tassa con una forte caratterizzazione etica, visto che sarebbe pagata da soggetti che possono sicuramente permetterselo.

Negli altri paesi ci sono sponsor autorevoli che hanno preso a cuore la proposta del sindacato mondiale. Oltre a Sarkozy per la Francia, in Germania il cancelliere Angela Merkel spinge nella stessa direzione, mentre a livello mondiale sono molte le personalità che hanno già aderito alla campagna: tra questi l'ex presidente del Brasile, Lula. Tutto aperto il dibattito politico ed economico sull'utilizzo di queste ingenti risorse, qualora il sogno di una tassa sulle transazioni finanziarie diventasse realtà. Alcuni sindacati spingono per utilizzare le nuove risorse per la difesa dell'ambiente. Altri per ridurre la povertà nel mondo, cominciando dai paesi più arretrati. Altri pensano che sia necessario utilizzare le risorse per contribuire a ridurre la disoccupazione giovanile. Ma il percorso è appena stato avviato. La strada è lunghissima.

Paolo Andruccioli è coordinatore dell'ufficio stampa della Cgil. La Cgil nazionale illustra la proposta del sindacato internazionale in una conferenza stampa, giovedì 17 febbraio, a Roma presso la sede della Cgil Nazionale in Corso d’Italia 25 alle ore 11. A spiegare la proposta sarà il segretario confederale della Cgil, con delega alle politiche economiche, Danilo Barbi.

Sulla Ttf si veda anche il capitolo del libro "Dopo la crisi" intitolato "Una tassa sulla speculazione" (scaricabile, con lil pdf della prima parte del libro, qui) e il sito della campagna Zerozerocinque.

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APPELLO DEL PSE A FAVORE DELLA TTF

APPELLO DEL PSE A FAVORE DELLA TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (TTF)

SI ALLA TASSA EUROPEA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

Lo scorso 2 febbraio l’ala destra del Parlamento Europeo invece di sottoscrivere l’appello per la creazione di una nuova fonte di entrate, la cosiddetta tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), ha preferito continuare a strangolare le economie europee imponendo tagli selvaggi ai loro bilanci.
La destra opera allo scopo di scaricare sui cittadini comuni il conto per le conseguenze della crisi finanziaria.
Con 21 voti a favore e 21 voti contro, la maggioranza della Commissione per gli Affari Economici e Monetari del PE, formata da conservatori e liberali, ha respinto l’appello per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie.
L’appello è stato ritirato dalla relazione d’iniziativa della deputata del Pse Anni Podimata.
Tuttavia la lotta continua: il gruppo S&D rilancerà la proposta relativa a una TTF europea nella sessione plenaria di Marzo.
Scrivendo una semplice e-mail, puoi fare la differenza: I conservatori e i liberali sono divisi sulla questione. E' fondamentale che i cittadini continuino a scrivere lettere a tutti i deputati conservatori e liberali prima che intervenga il voto decisivo in plenaria.
Se volete aiutarci a costituire una lobbying a favore della tassa TTF, leggete le procedure da adottare su come far pressione sui deputati di destra del PE.
Una tassa europea dello 0,05% su ciascuna transazione finanziaria darebbe un gettito di 200 miliardi di Euro.
Senza pesare sui cittadini comuni, essa farebbe contribuire gli speculatori a ripianare gli effetti della loro crisi finanziaria.
Il PSE lancia un appello a tutti i cittadini perché scrivano ai loro deputati al Parlamento Europeo (PE) per mostrare il loro sostegno all'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF):
http://www.pes.org/en/blogs/pes-blog/save-ftt-act-now-or-let-conservatives-vote-down-robin-hood-tax.
I conservatori ed i liberali sono in realtà divisi su questo tema. Per far loro cambiare parere prima della prossima sessione plenaria scrivete ai deputati del Partito Popolare Europeo
http://www.eppgroup.eu/members/it/ByCountryList.asp?MemberCountry=it
e dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa
http://www.alde.eu/alde-group/alde-meps-list-member-european-parliament/
del vostro paese. Il voto di ogni deputato europeo è determinante per salvare la TTF ed ogni lettera può fare la differenza.

Per maggiori informazioni visitate il sito degli Europei per la riforma finanziaria
http://europeansforfinancialreform.org/en
e il sito degli attivisti Pse
http://www.pes.org/pes-action/political-initiatives/financial-reform-economic-policy/financial-transaction-tax

(a cura di Carmine Iuliano)
MERCOLEDÌ 23 FEBBRAIO 2011
http://www.partitosocialista.it/site/artId__3369/306/368-IL_PSI_PER_LA_TASSA_EUROPEA_SULLE_TRANSAZIONI_FINANZIARIE.aspx

La Ttf, la CISL e il Governo/2

Sono davvero lieto della precisazione di Gianni Alioti (da pubblicizzare, visto che per entrare in Intranet CISL è richiesto un codice login), ed allora, detto seriamente, volentieri auspico: “Fuori il sedicente sindacalista Bonanni dalla CISL e Alioti for Segretario generale”.
Mi permetto anche di suggerirgli la lettura di questi miei 3 ‘post’, perche il premier Berlusconi non è soltanto un simpatico… “gaffeur”, il ministro Tremonti uno spiritoso 'paraculo' ed il ministro Sacconi un disinteressato ed abusivo promotore di blocchi sociali, ma molto peggio, molto più pericolosi, come lo sono i “matti” dalla lucida pazzia, e dannosi, come lo sono tutti gli incompetenti. Anche vendicativi con chi li prenda in giro o li critichi (come è successo al presidente dell’ISAE o, ieri, a Montezemolo, proprietario del web magazine “Italiafutura”, su cui sono usciti articoli molto critici nei riguardi dell’incompetente ministro dell’Economia (ad es., “L'Imperatore dei marziani” http://www.italiafutura.it/dettaglio/110615/limperatore_dei_marziani ).
Ecco i 3 ‘post’:
“Il Sig. Silvio B., il mammone dal collo taurino ed il suo tallone d’Achille” (allego il post/14, il suo profilo è nel post/1):
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598138.html
“Il Sig. Giulio T. ed il principio di Peter” (allego il post/2, il suo profilo è nel post/1):
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2598517.html
“Lettera al ministro Maurizio Sacconi”:
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2564771.html

La Ttf, la CISL e il Governo

Il Sig. Gianni Alioti (cioè io) stamani ha scritto nell'intranet della Cisl e della Fim-Cisl il seguente pezzo, dal titolo:
"Quel <paraculo> di Giulio Tremonti".

" [.....] E' passato quasi un anno da quando la CISL (e la Fiba-Cisl) hanno promosso in Italia la campagna "Zerozerocinque", insieme a molte associazioni e ong espressione della società civile. Abbiamo raccolto migliaia di firme per chiedere al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell'introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie.
Nonostante la proposta abbia raccolto il sostegno di importanti leader di altri paesi, il Governo italiano continua a remare contro.
Dopo che Silvio Berlusconi nella riunione del G20 a Toronto (giugno 2010), aveva definito "ridicola" la nostra proposta (inclusa anche nella piattaforma per la riforma fiscale), al G20 finanziario di Parigi Giulio Tremonti ha fatto il perfetto "paraculo". Nel momento che la presidenza francese ha rilanciato la proposta dello 0,05% (sostenuta anche dalla Germania e da altri paesi), il nostro ministro dell'Economia ha dichiarato: «Se la virtuosità spinge tanto la Francia, questo paese può
fare da apripista». Ironia idiota visto che la tassazione delle transazioni finanziarie (per essere efficace) è una misura da adottare a livello internazionale o, almeno, su scala europea.
Se siamo - come unanimemente sosteniamo - un sindacato autonomo, in grado di giudizi autonomi, non possiamo far finta di nulla. La CISL rappresenta milioni di lavoratori e pensionati non siamo né "la compagnia delle opere" né "l'istituto opere pie". I nostri associati hanno subito e continueranno a subire danni tangibili ai loro interessi, in conseguenza del servilismo (interessato) della politica al dominio dell'economia finanziaria sui beni comuni e sulla coesione sociale.
Adesso è in gioco anche la nostra dignità e responsabilità di sindacalisti cislini. Adesso basta!!!
C'è un limite alla decenza, a maggior ragione dopo le scempiaggini di Calderoli sul "primo maggio" e, soprattutto, l'intervista di ieri al Corriere della Sera del ministro del welfare Maurizio Sacconi. Nella strenua difesa del Mubarak italiano come unico politico che può cambiar le cose, arruola strumentalmente anche la CISL nel "blocco sociale" che sostiene le politiche di questo Governo. "O saco é cheio", direbbero gli amici brasiliani!
Speriamo che la brezza marina ci porti - dalle sponde sud del mediterraneo - il "profumo di gelsomini" che, coprendo il puzzo di spazzatura, liberi finalmente tutte le energie di un sindacato nato libero! [.....]"

Come Vincezko può riscontrare, non c'è omologazione dentro la Cisl a un'idea di bipolarismo sindacale, tanto cara a Maurizio Sacconi e, purtroppo anche a settori della sinistra. E il mio commento precedente all'articolo di Paolo non va letto quindi come rivendicazione di "primogeniture", ma come un invito a ritessere il filo del dialogo su obiettivi comuni condivisi, facendo ciascuno i conti con i propri errori e le scelte sbagliate. Su quanto dice Vincensko sulla manovra correttiva del 2010 e le sue conseguenze sono d'accordo. Nella Fim-Cisl in molti non l'abbiamo condivisa (pur da posizioni distinte da quelle della Cgil) e, nonostante l'atteggiamento confederale, abbiamo manifestato contro il Governo davanti a molte prefetture in Lombardia. E, per le stesse ragioni, eravamo in tanti alla manifestazione europea di Bruxelles contro le politiche di austerità dei Governi dell'UE.

La Ttf, la CISL e il Governo

Il Sig. Gianni Alioti rivendica per la CISL la primogenitura della campagna di sostegno alla Ttf indirizzata al governo italiano (il cui premier Berlusconi si vantò allo scorso G20 di essersi opposto con successo proprio all’introduzione della Ttf) ed al ministro dell'Economia in particolare. E’ proprio una buona notizia, visti i buoni rapporti della CISL (e della UIL) col governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi, come si è visto nel varo della manovra correttiva 2010, una manovra correttiva di 24,9 mld per il biennio 2011-2012, la più scandalosamente iniqua della storia repubblicana; che, con l'avallo sostanziale della CISL e della UIL, invece di apprestare provvedimenti anticrisi e provvidenze di welfare non selettive, come è successo in tutti – proprio tutti – gli altri Paesi, ha, per soprammercato, scaricato quasi tutto il peso del risanamento dei conti pubblici sugli invalidi civili, come i Down (poi cancellato in Commissione Bilancio del Senato, soltanto a seguito di vibrate, corali proteste); i precari, licenziati in decine di migliaia; i pensionandi inattivi a reddito zero!, tra cui i lavoratori in mobilità oltre le 10 mila unità - che sembra, oltre che crudele, anche incostituzionale -, che perderanno in un solo anno anche decine di migliaia di € per l’allungamento di 12 mesi dell'età di pensionamento (cfr. DL 78/2010, art. 12); gli insegnanti e gli altri dipendenti pubblici; la spesa sociale delle Regioni e dei Comuni. E non fa pagare – letteralmente! - neppure un centesimo (tranne i farmacisti) ai percettori di redditi privati, anche miliardari (come Ferrero, Del Vecchio, Berlusconi), o milionari (come Tremonti, Passera, Profumo, Montezemolo), o abbienti (come Sacconi, Bonanni, Angeletti, o giornalisti, severi e rigorosi custodi dei conti pubblici, come Giannino e Cisnetto; Eugenio Scalfari ha un po’ provocatoriamente chiesto più volte, ma inutilmente, di pagare).
L’effetto Grecia, soltanto in Italia col Governo di centrodestra Berlusconi-Tremonti- Sacconi, e l’avallo sostanziale di CISL e UIL, lo stanno pagando quasi interamente, non i ricchi e gli abbienti, ma i poveri e una parte del ceto medio-basso.

Finanza, la tassa prende quota

«Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio»

Non può che farmi piacere il fatto che la CGIL, circa un anno dopo dal lancio della campagna sulla tassazione delle transazioni finanziarie (vedere di seguito il comunicato di Banca Etica del 24/03/2010) dello 0,05%, "scenda in campo".
Allora l'unico sindacato che aveva promosso la campagna era la CISL (e la sua federazione dei bancari). Probabilmente, secondo il ragionamento di Paolo Andruccioli, "vista la situazione dei rapporti tra i sindacati confederali" la CGIL preferì allora non sostenere l'iniziativa, salvo oggi avere la presunzione di creare un "vasto movimento" con una "conferenza stampa". Perché non riconoscere più onestamente che la confederazione di Corso Italia ha fatto propria la proposta della Robin Tax solo quando la ITUC/CSI ha deciso di assumerla nel congresso internazionale di Vancouver nel giugno 2010?
Perché non riconoscere, almeno in questo caso, che la CISL ha avuto il merito di aver posto per prima il problema e su questo ricercare - senza presunzioni e arroganze - un minimo denominatore comune su cui ricostruire l'unità d'azione?
Il 17 febbraio 2011 mentre la CGIL si preoccupava di "lanciare il vasto movimento", c'era chi stava già in piazza Montecitorio a sostegno della Robin Tax, senza aspettare le direttive di Corso Italia. La giornata di mobilitazione è stata organizzata dal network internazionale delle Campagne "Zerozerocinque", promossa in Italia da numerose associazioni e ong, tra cui Adiconsum, Cisl, Fiba Cisl.
Caro Paolo, dobbiamo smetterla di pensare che solo gli altri sono il problema. E' venuto il momento che proprio tutti facciano - fino in fondo e senza superbia - i conti con i propri errori, con i propri ritardi di percezione dei cambiamenti globali (ripartendo da Seattle) e con le proprie "miserie politiche".

Gianni Alioti


Decolla anche in Italia la Campagna per chiedere al ministro Tremonti e al G20 di introdurre una mini-tassa su tutte le transazioni finanziare per arginare le speculazioni e finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione Il gettito stimato: tra 400 e 946 miliardi l’anno su scala mondiale

Roma, 24 marzo 2010
Parte da oggi anche in Italia la Campagna internazionale di raccolta di firme per sollecitare i capi di Stato e di Governo del G20 a varare - nel prossimo meeting fissato per giugno in Canada – una tassa sulle transazioni finanziarie il cui gettito possa essere destinato a pagare parte dei costi della crisi innescata dalla finanza speculativa. La tassa – di importo molto contenuto compreso tra lo 0,01 e lo 0,1 per cento di ogni transazione – potrebbe finanziare politiche sociali ed ambientali efficienti e necessarie nei Paesi sviluppati e ridare ossigeno alla cooperazione internazionale per lo sviluppo dei Paesi del Sud mondo, vittime di una crisi della cui genesi non hanno alcuna responsabilità.
La Campagna - lanciata oggi in occasione del summit dei Capi di Stato e di Governo dell’UE e del meeting delle Nazioni Unite dedicato a Finanza e Sviluppo - è promossa in Italia da Social Watch (che riunisce Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Ucodep, Fcre, Lunaria, WWF Italia, Acli, ARCI/ARCS, Mani Tese), Sbilanciamoci, Sistema Banca Etica, ATTAC Italia, FIBA CISL, CISL, Consorzio Goel, Lega Missionaria studenti, CVX, Coalizione Italiana contro la Poverta-GCAP Italia, FOCSIV - Volontari nel Mondo, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Valori, AMISnet, Azione Cattolica.
Le firme raccolte saranno inoltrate al Governo Italiano e in particolare al ministro dell’Economia On. Giulio Tremonti per chiedergli di farsi promotore, a livello nazionale e in tutte le sedi internazionali appropriate, dell’introduzione di una Tassa sulle Transazioni finanziarie. Tasse di questo tipo già esistono in alcuni Paesi e l’idea di adottarle su scala globale si sta facendo sempre più strada tra i leader di molti Paesi Europei e non solo. Si stima che tassando dello 0,05% (un valore intermedio nella forbice tra le proposte più severe che puntano allo 0,1 e le più morbide che propongono lo 0,01) ogni compravendita di titoli e strumenti finanziari nella sola UE si potrebbe registrare un gettito tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui, mentre a livello mondiale il gettito sarebbe compreso tra 400 e 946 miliardi di dollari l’anno. Cifre importanti, che permetterebbero agli Stati di colmare gradualmente quelle voragini che si sono aperte nei conti pubblici con i salvataggi delle grandi banche e con le misure di sostegno all’economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi economica provocata dagli eccessi della finanza speculativa (secondo stime recenti del Fondo Monetario Internazionale il costo globale della crisi avrebbe raggiunto i 13.620 miliardi di dollari a livello globale).
Il gettito di una piccola tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe permettere agli Stati di avere risorse a disposizione per attuare politiche sociali, ambientali e di cooperazione internazionale efficaci ed efficienti e più che mai necessarie visto l’elevatissimo costo sociale della crisi.
«Non solo – spiega Andrea Baranes, ricercatore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale e di Social Watch - la tassa sulle transazioni finanziarie sarebbe anche un ottimo strumento per permettere alla politica di regolamentare i mercati finanziari. Una tassazione dello 0,05%, infatti, non scoraggerebbe certo quegli investitori che operano sui mercati con ottica di lungo periodo e che mettono i propri risparmi a disposizione di aziende che operano nel mondo dell’economia reale. Essa sarebbe tuttavia un valido deterrente per chi usa la finanza solo per speculare: quegli operatori che comprano e vendono strumenti finanziari centinaia o anche migliaia di volte in un giorno, rendendo i mercati instabili e volatili, sarebbero costretti a pagare lo 0,05% su ogni transazione».

«Il ricorso imponente alla finanza speculativa da parte delle grandi banche d’affari è diventato elemento prevalente rispetto al ruolo di sostegno al lavoro, alle famiglie e allo sviluppo. Il sistema finanziario ha creato un evidente squilibrio economico con un rischio che è stato caricato alla collettività, ai contribuenti – sottolinea Maurizio Petriccioli, segretario della Cisl - che ancora una volta sono stati chiamati ad intervenire per salvare le stesse banche. La tassa sulle transazioni finanziarie di carattere speculativo avrebbe il pregio – come affermato dall’economista Paul De Grauwe – di far pagare un prezzo assicurativo contro tale rischio. Ne sosteniamo con forza l’introduzione per investire in coesione sociale, nel lavoro e per contrastare la povertà».
«Oggi il clima politico a livello internazionale sembra finalmente favorevole all’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie - afferma Fabio salviato, presidente di Banca Etica ed Etica sgr - . La crisi ha posto sotto gli occhi di tutti gli effetti devastanti della finanza speculativa. Noi che da oltre 10 anni pratichiamo e sperimentiano la finanza etica in Italia e ci battiamo contro le speculazioni guardiamo con estremo interesse alle posizioni dei molti Capi di Stato e di Governo che si sono detti favorevoli. Economisti di primo piano quali il premio Nobel Joseph Stiglitz stanno rilanciando a livello globale la tassa sulle transazioni, i capi degli esecutivi di Inghilterra, Francia, e Germania si sono dichiarati favorevoli; lo stesso vale per il Consiglio d’Europa, e il Parlamento Ue. A livello internazionale si stanno già mobilitando molte campagne. Siamo convinti che sia il momento di agire anche in Italia. La società civile chiede al Governo Italiano e al ministro Tremonti di farsi promotore al G20 di questa proposta. Gli speculatori devono pagare per la crisi che hanno creato non i cittadini».
Per firmare la petizione e per avere maggiori informazioni vai al sito www.zerozerocinque.it

Refuso

Segnalo un refuso: nella percentuale della Ttf c'è uno zero in più.

tassa sulle transazioni finanziarie

bisognerà pure che qualcuno paghi le tasse. Chi le paga da sempre non ce la più. Non è possibile, materialmente possibile, cavare altro dai cittadini che si impoveriscono sempre di più. Occorre che, una volta tanto siano i ricchi, arrichitisi sempre più a decidersi a pagare. Mi pare strano che il presidente Sarkozy non ricordi che il rifiuto a fare la propria parte dei ricchi e nobili della fine del XVIII secolo fu una ( non la sola) causa dello scatenarsi della Rivoluzione Francese. La Storia è, forse maestra di vita, ma noi non impariamo nulla.

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