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Editoriale

Dove non volano le aquile

30/03/2011

Il Corriere, Sartori e il nucleare

L’energia è materia complicata, da perderci la testa. Per fortuna ogni tanto c’è qualcuno che ce la spiega, con parole semplici e appropriate e per un po’ di tempo tutto torna: le difficoltà si sciolgono come neve al sole. Occorre certo una grande mente per fare chiarezza; ma non mancano, per fortuna. A volte basta un articolo, poche frasi perfette e si fa luce, dove c’era buio e incertezza. Rimane ai lettori sorpresi ed estasiati una riflessione: Come mai non ci avevamo pensato?

Articoli così sono rari. Un’immeritata fortuna ci ha consentito di leggere sul Corriere della Sera l’editoriale di domenica 27 marzo firmato da Giovanni Sartori. Due sono le fonti per i bisogni di energia: il petrolio e il nucleare. Terremoto e maremoto del Giappone escludono d’altro canto che si possa fare il nucleare in zone sismiche. Questo significa che si può farlo, anzi si deve farlo in zone non troppo sismiche. Altrimenti c’è solo il petrolio che non basta più. A dire del petrolio ci vuole poco. Neppure l’America è autosufficiente quanto al petrolio e in quel continente il petroliere più forte è il Venezuela, “governato ‘a vita’ da un caudillo” e nemico dichiarato. Da questa parte dell’Atlantico, in Europa ce n’è poco, in Africa rimane l’inaffidabile Nigeria, con “i guerriglieri pirati che infestano il Delta del Niger e i musulmani scannano i cristiani” e poi la Libia in cui i proventi del petrolio servono a Gheddafi per pagare i mercenari che massacrano gli oppositori.

Il petrolio si trova ancora nei paesi arabi, dal destino incerto, in Russia e in Iran. “Per dovere d’inventario” va citato anche il metano che l’Italia riceve dalla Russia, dall’instabile Algeria e ormai non più dalla Libia. Dunque, fatti tutti i conti, non resta che una sola via: fare il nucleare; se è follia farne là dove la terra trema, è una “follia” anche non farlo “dove la terra non trema e uno tsunami non può arrivare”. In 25 anni “il fabbisogno energetico mondiale” crescerà del 60%. “Non sarà con il sole né con il vento che potremo colmare il vuoto energetico che si sta profilando”. E anche il sole, con tutte le mene del fotovoltaico, e il vento e le biomasse, sono sistemati.

Questa la lucida lezione di Sartori. Finora si riteneva che petrolio e nucleare servissero a scopi diversi. L’uno per far correre le automobili e fabbricare la plastica, l’altro per generare energia elettrica: erroneamente li credevamo incompatibili fra loro. Il fortunato quotidiano ci insegna che sono capziosità, inutili sottigliezze. L’impagabile accenno al metano “per dovere d’inventario” mostra che una grande mente tiene conto di tutto. A chi può servire il dettaglio che l’energia nel mondo ha tre fonti principali che contano per il 90% del totale o poco meno: petrolio, gas, carbone, rispettivamente 34,6; 24,4; 29,3; che ve ne sono due minori, nucleare con 5,5 e idro-geo 6,4 (2008, Data book 2010 dell’Unione petrolifera)? E l’altro dettaglio, del tutto infimo, che lascia intendere che nell’ultimo decennio, per meglio dire dal 2000, il petrolio è arretrato di 3,5 punti percentuali, il gas è avanzato di 0,5 punti, il carbone ha guadagnato 4 punti netti, l’idro-geo ha perso 0,2, mentre il nucleare ne ha persi 0,8, scendendo da un contributo del 6,3% al consumo energetico mondiale nel 2000 a quello del 5,5, generoso, ma a prima vista insufficiente?

In altre parole il nucleare oltre che poco rilevante risulterebbe anche in decrescita, se questa parola non è peccaminosa. Così almeno appare a persone grette innamorate dei numeri, incapaci di guardare lontano e dall’alto, dove volano le aquile.

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Commenti

nucleare civile

dopo molte lettere vedo che il Corriere e non solo, non vogliono riportare le affermazioni del Nobel Rubbia e comunque quanto " rimane attivo e pericoloso per decenni un poco di uranio", Scaiola (ministro) ed un responsabile medico affermava che avrebbe dormito con uranio in casa, ISOLANDOLO fra due cubi di cemento.

Interrogate qualche studente di fisica per avere una risposta corretta sull'argomento o chiedete al professore Gianni Mattioli, fisico-chimico, docente alla Sapienza..

Attendo una improbabile risposta, Manlio Giacanelli

nucleare civile


Roma - 27-1-2012

Al responsabile di Sbilanciamoci,

io Manlio Giacanelli attendo almeno un cenno di risposta a quanto detto precedentemente, Ma è così difficile in una Italietta in crisi economica e morale, che qualcuno raddrizzi la schiena?

Un pò di coraggio nel dire che il nucleare civile e le sue scorie sono un crimine contro l'umanità !

Ma il sito Rubbia propagandatelo oppure vi sono pressioni politico-editoriali che ne impediscono la sola citazione?

Saluti,

Manlio Giacanelli , neurologo.

ancora sul nucleare


Roma - 16-1-2012

Signore/i,

perchè non invitare a scrivere il Nobel Rubbia ? Forse timori di contraddittorio o lucidità di un fisico che proviene dalla scuola dei "particellari" ?

Prima di confondere le acque con numeri e citazioni che provengono dai "petrolieri" ( così la citazione riportata dall'articolista), torno a ripetere: si abbia l'umiltà di citare almeno il sito di RUBBIA .

Si citi l'incontro in commissione Senato fra Rubbia e Scaiola-Veronesi.

Un giornalista deve avere il coraggio di tutta la verità ,citando " ...........sed magis amica veritas.......

Saluti,

Manlio Giacanelli

confronti e dialogo

i giornali tra pochi anni li leggeranno solo i pensionati senza internet
almeno fate confrontare pareri autorevoli sulla stessa tematica e non solo quelli con il vostro stesso parere
il popolo deve poter comprendere il quadro d'insieme , i pro e contro di una determinata questione

SARTORI SUL NUCLEARE

ROMA - 1 - 4 - 2011

Signora/e : per avere le idee chiare si apra da internet, una serie di articoli del Nobel Rubbia ! Si vedano quanti morti per cancro ci sono stati dopo Hiroshima e Nagasaki e Cernobyl: Quanti dopo three miles negli USA e dopo Mururoa (esplosione sperimentale francese , con proibizione di controlli sanitari.) Ma ci sono i pesci che diffonderanno in tutto il mondo lo iodio 131. Si ricordi anche l'uranio impoverito della ex -Jugoslavia.

E le nubi con il Cesio; come si fa a dire (Sartori) che in Giappone è stato solo un problema di irrigatori d'acqua spazzati via dal maremoto; quando la stessa acqua di raffreddamento diviene radioattiva ! Rubbia, con inglese ironia, dice : è sufficiente spostare i tubi d'acqua più in alto.


Occorre molta ignoranza e qualcosa d'altro , per perorare queste sciocchezze scientifiche. Si vedano i resoconti della IEA istituzione scientifica e non le cabale di alcuni giornalisti anche politologi !!

Di fronte alla realtà fisica che un atomo di uranio radioattivo ha una emivita di 2-3 x 10 alla 9 anni , si abbia almeno il coraggio di dire ai cittadini: noi vogliamo il nucleare pacifico ma sappiate che andate incontro a questo!

E' chiaro che non è possibile invitare un Nobel ad una delle trasmissioni rissose italiane: I Nobel debbono attenersi ad una disciplina che esige rispetto nei loro riguardi.

Tuttavia chiedo al Corriere della Sera il perchè accanto ad un Sartori non inviti a scrivere in prima pagina anche un Rubbia.

Manlio Giacanelli

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