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Fatto: questo governo è più austero di quello Monti

01/10/2013

La nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza è il primo documento ufficiale che permette di misurare credibilmente il segno della politica economica del Governo Letta. Non solo. Pubblicata a meno di 6 mesi di distanza dall’ultimo documento ufficiale del Governo Monti (il DEF stesso), abbiamo ora modo di ottenere informazioni preziose su due ulteriori dimensioni delle bontà delle scelte adottate dagli ultimi due Governi: 1) gli ulteriori scostamenti ed errori di previsione del Governo del Professore nell’ultimo trascorso semestre e 2) se e come la Grande coalizione italiana attualmente in carica intende discostarsi dalle politiche (giudicate fallimentari da circa il 90% dei votanti alle recenti elezioni politiche) del predecessore bocconiano.

I conti sono presto fatti. In soli 6 mesi l’outlook sul 2013 dell’economia italiana è cambiato in peggio su tutti i fronti: con un aumento del rapporto debito su PIL di ben 2,4 punti percentuali, un rapporto spesa pubblica su PIL maggiore di quanto affermato 6 mesi fa di ben 0,8 punti percentuali ed un peso delle entrate fiscali su PIL ancora maggiore, di 0,5% di PIL. Il fatto che – malgrado l’ammissione del Dicastero di Via XX Settembre che i “moltiplicatori fiscali si sono mostrati ben più reattivi di quanto inizialmente stimato dalle principali istituzioni internazionali” – questi errori di previsione del Tesoro continuino imperterriti da anni fa dubitare fortemente della bontà e della credibilità delle nuove proiezioni da poco elaborate. La colpa, si direbbe, è di una (de)crescita economica che è stata nuovamente sottostimata (da -1,3 oggi a -1,7% per il 2013). Ma, evidentemente, la minore crescita ha a sua volta una sola causa: l’aumento della tassazione e soprattutto la diminuzione della spesa, quella spesa capace di generare ricchezza e ripresa in una fase di ciclo in cui la domanda interna privata è scomparsa.

continua

Tratto da www.gustavopiga.it
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